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  • mag 06 / 2021
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Il significato della vaccinazione anti COVID-19

Gentilissimo signor Valgimigli,
a seguito delle sue domande provo a dare a Lei ed a tutta l’associazione qualche risposta sul significato ed il ruolo della vaccinazione anti COVID-19.
La prima considerazione è che i vaccini a RNA messaggero sono un’arma potentissima, in grado di indurre una risposta vaccinale molto robusta, certamente superiore a tanti altri vaccini largamente impiegati come quelli contro influenza, herpes zoster, pneumococco ecc.
Però la nostra esperienza vaccinale è vecchia di soli 4 mesi ed i trial clinici registrativi non hanno arruolato popolazioni di soggetti fragili di dimensioni tali da permettere di dare risposte precisa sull’efficacia del vaccino anti COVID-19 nelle tante popolazioni di soggetti fragili, tra cui sono compresi anche i trapiantati di rene.
Sappiamo con certezza che il vaccino è sicurissimo in ogni tipo di persona, per cui può essere fatto serenamente,  indipendentemente dallo status immunologico.
Rispetto alla sua efficacia non abbiamo certezze assolute, però abbiamo esperienze su altri vaccini (quale quello influenzale)  dove comunque l’impatto sul rischio di malattia e soprattutto sul rischio di malattia grave è risultato evidente anche in popolazioni altamente immunodepresse come i trapiantati di rene.
Qui a Bologna stiamo gestendo uno studio europeo che raccoglie dati ed analizza in modo approfondito i parametri che posso darci informazioni puntuali sulla qualità della risposta immunitaria specifica, ma non abbiamo ancora evidenze da riportare. Tuttavia siamo molto confidenti sul fatto che a livello di protezione individuale il vaccino possa svolgere la sua funzione anche nei soggetti immunologicamente fragili, con minore rischio di infezione e soprattutto minore rischio di malattia grave.
Forti di questa certezza ci sentiamo di fare alcune raccomandazioni:
  1. non smettete mai di indossare le mascherine e di rispettare le norme di distanziamento
  2. in una nazione in cui “liberi tutti” sembra essere diventata una parola d’ordine, cercate di ridurre i contatti e gli assembramenti inutili
  3. Non correte a fare test che titolino gli anticorpi neutralizzanti, perché non tutti sono affidabili allo stesso modo e soprattutto perché non sono un passaporto di sicurezza, in quanto non esprimono realmente il livello di immunità maturata
  4. vaccinate i vostri famigliari. Mi rendo conto che sembra per alcuni un’utopia, perché al momento vengono considerati caregivers solo coloro che assistono persona inquadrate nella legge 104. Mi prendo l’impegno di contattare le istituzioni regionali per verificare se vi siano possibilità di ampliare il concetto di caregiver. però intanto voi inducete alla vaccinazione tutti i vostri conviventi che per età già ne abbiano diritto.
  5. se dovessero manifestarsi segni e sintomi potenzialmente compatibili con malattia da COVID-19, informate il vostro medico curante e sottoponetevi a test molecolare su secrezioni nasali (e prossimamente anche su saliva).
cercate di vivere questo momento difficile per voi più che per tutti noi, con serenità, consci che vi travate nel paese con il miglior sistema sanitario del mondo nel quale tante persone stanno lavorando per voi.
Pierluigi Viale
Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche
Alma Mater Studiorum Università di Bologna
UO Malattie Infettive
IRCCS Policlinico di S. Orsola – Bologna