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Reni, Insufficienza Renale e Trapianto [FAQ]

Categoria: Principale » Insufficienza Renale » Terapia

Domanda

Risposta

Quali sono gli esami di laboratorio per la diagnosi dell’insufficienza renale?

Per verificare se una persona ha una malattia renale cronica, sono necessari pochi esami di laboratorio: l’esame delle urine, il dosaggio della proteinuria (dalle urine raccolte in 24 ore), l’esame del sangue per la determinazione dei livelli di azotemia e creatinina.
Per arrivare invece alla diagnosi della malattia che ha provocato l’insufficienza renale spesso è necessario ricorrere ad un numero maggiore di esami del sangue, delle urine, ad esami radiologici che lo specialista nefrologo suggerirà a seconda dei casi.
Infine, per seguire l’evolvere dell’insufficienza renale e delle sue principali complicanze (anemia, ipertensione, malattia dell’osso) è necessario effettuare controlli periodici specialistici sempre prescritti dal medico di famiglia o dal nefrologo.

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Come si raccoglie l’urina di 24 ore?

La raccolta delle urine di 24 ore può avere due significati:
a) verificare semplicemente la quantità di urine emesse nell’arco di 24 ore. In questo caso ci si può limitare a misurare e sommare la quantità di urine emesse di volta in volta;
b) misurare la quantità di proteine o di altre sostanze eliminate durante l’arco di una intera giornata. In questo caso occorre che tutta l’urina venga raccolta in un unico contenitore evitando di inserire anche quelle della notte precedente.
La raccolta delle urine di 24 ore si effettua in questo modo: la prima urina, appena alzati, non va raccolta. Nel contenitore vanno invece conservate tutte le urine che seguono fino a quella della mattina successiva (giorno in cui si effettua l’esame). Il contenitore dovrà essere portato al laboratorio per gli esami richiesti.

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Come si può mantenere la pressione a livelli regolari?

Per mantenere la pressione a livelli "normali" è importante:
- ridurre la quantità di sale che si introduce abitualmente con gli alimenti,
- seguire una dieta e fare attività fisica, assumere regolarmente i farmaci prescritti per normalizzare la pressione.
Alcuni farmaci utilizzati per abbassare la pressione arteriosa - inibitori del’enzima di conversione, o dei recettori dell’angiotensina - hanno dimostrato di essere"renoprotettivi" e "cardioprotettivi": cioè proteggono la funzione renale e il cuore.
Per raggiungere i livelli pressori consigliati (130/80), i pazienti con insufficienza renale progressiva spesso necessitano di più farmaci antiipertensivi associati.

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Che fare per ritardare l’evoluzione dell’insufficienza renale?

Le conoscenze scientifiche e la pratica clinica non sono ancora in grado di guarire tutte le malattie che possono colpire i reni e provocare insufficienza renale. Sono però state dimostrate scientificamente diverse misure adatte a rallentare l’evoluzione dell’insufficienza renale e ad allontanare nel tempo il momento in cui la dialisi diventa indispensabile.
Come abbiamo visto nei capitoli precedenti, queste misure riguardano il mantenimento della pressione arteriosa a livelli normali, l’assunzione regolare dei farmaci necessari a minimizzare gli squilibri causati dall’insufficienza renale, i controlli con esami di laboratorio, i controlli medici programmati e continuativi, la dieta.

E’ bene che la persona con insufficienza renale non prenda farmaci se non sono prescritti dal medico di famiglia o dal nefrologo.
E’ inoltre necessario informare altri eventuali specialisti (ortopedico, ginecologo, dentista...) della propria condizione di insufficienza renale, nel caso che anche toro debbano prescrivere terapie.

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C'è una terapia farmacologica?

La terapia farmacologica è un cardine importante per la cura dell’insufficienza renale progressiva e si articola in modo diversificato nei vari momenti della malattia. Nelle fasi iniziali, in alcuni casi, è ancora possibile intervenire con una terapia patogenetica, cioè con farmaci che contrastano le cause che hanno determinato la nefropatia. Nelle altre fasi è necessario adottare tutte le cure che controllano le varie complicanze dell’insufficienza renale: si utilizzano quindi tutti i farmaci anti-ipertensivi, i diuretici, l’eritropoietina e il ferro per correggere l’anemia, supplementi di calcio e chelanti del fosforo per regolare il bilancio calcio-fosforo. E’ inoltre importante mantenere valori di colesterolo e trigliceridi vicino alla norma. Quando non è sufficiente la dieta, si possono utilizzare i farmaci ipolipemizzanti. In generale, le persone con insufficienza renale progressiva necessitano di una "poli-terapia", a volte complessa, che va seguita e rivista periodicamente dallo specialista nefrologo.

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E' consigliabile una dieta adeguata?

Gli alimenti contengono tante sostanze che, da un punto di vista nutrizionale, possiamo suddividere in diverse categorie: proteine, carboidrati, grassi, vitamine, sali minerali.
Le proteine servono per rinnovare le strutture dell’organismo (pelle, fegato, muscoli e tutte le cellule in generale).
E’ opportuno che la persona con insufficienza renale segua una dieta personalizzata secondo i criteri consigliati dal nefrologo.
La dieta, in linea generale, dovrà comunque evitare un eccessivo carico di proteine e, al tempo stesso, assicurare un adeguato apporto nutrizionale.

I carboidrati ed i grassi vengono utilizzati per produrre l’energia che serve al funzionamento dell’organismo. Le vitamine entrano a far parte dei sistemi chimici di regolazione del metabolismo.
I sali minerali sono un gruppo di sostanze diverse, ognuna delle quali è controllata dai reni in maniera specifica. Il loro metabolismo viene modificato in caso di insufficienza renale.
L’importanza della dieta per le persone con insufficienza renale è dimostrata da almeno due ordini di motivi:
- la necessità di limitare l’apporto delle proteine, le quali richiedono al rene un "plus lavoro" per essere eliminate. Questo "plus lavoro" accelera la progressiva perdita della funzione renale;
- la necessità di limitare l’apporto di tutte le altre sostanze (sali minerali, azoto) che il rene ammalato non riesce ad eliminare adeguatamente per evitarne un accumulo che provocherebbe acidosi e iperfosforemia.
La malattia renale cronica ha diversi gradi di severità e la dieta deve essere correlata al diverso livello di insufficienza renale.
La dieta è personalizzata e viene prescritta dallo speciliasta nefrologo.
E’ formulata in modo tale da garantire l’apporto delle sostanze nutrizionali necessarie e da evitare diminuzione del peso corporeo.
La dieta prevede anche la definizione della quantità di liquidi da assumere.
Alla persona con insufficienza renale quindi vengono consigliati una dieta e un apporto di liquidi personalizzati in base alla situazione clinica, al peso, all’altezza, all’età, allo stadio della malattia renale e di altre eventuali patologie correlate.
La dieta permette alla persona con insufficienza renale di mantenere a livelli accettabili i valori di azotemia, creatinina, uricemia e fosforemia. Con i farmaci e con la dieta "nefrologica" la progressione dell’insufficienza renale potrà essere rallentata, così come sarà allontanato nel tempo il momento del ricorso alla dialisi.

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Si può fumare?

Si sa che il fumo aumenta il rischio di sviluppare tumori dell’apparato respiratorio e della vescica e il rischio di patologie cardiovascolari.
Oggi, le conoscenze scientifiche ci permettono di dire che il fumo è dannoso anche per i reni in quanto:
- accelera i processi di sclerosi renale causando un rapido peggioramento della funzione renale;
- rende più difficile abbassare la pressione arteriosa negli ipertesi;
- accelera la comparsa di tutte le complicanze circolatorie.
Per questo, non fumare è molto importante per tutti, e, in modo particolare, per chi soffre di una malattia renale.

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