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Reni, Insufficienza Renale e Trapianto [FAQ]

Categoria: Principale » L'avvocato risponde

Domanda

Risposta

Trapianto di rene da vivente: un farmaco ha causato reazioni negative; nel secondo ricovero, per asserita mancanza di letti, si è dovuto affittare un locale vicino all’ospedale: è possibile ottenere un rimborso?

IL QUESITO
Mio cognato di 27 anni è stato trapiantato di rene da vivente (il padre) al Policlinico Universitario di Pisa nel giugno 2008. A causa di un farmaco che gli causato reazioni negative, ha dovuto essere ricoverato nuovamente a Pisa accompagnato dai genitori. In seguito, per asserita mancanza di letti, sono stati dimessi, ma hanno dovuto rimanere in città perché dovevano essere effettuati frequenti controlli. Hanno quindi dovuto affittare un locale vicino all’ospedale. La famiglia è monoreddito e vorrei chiedere se sia possibile ottenere il rimborso delle spese sostenute e da sostenere.
F.a. Melfi


L'AVVOCATO RISPONDE
Debbo, purtroppo, informarla che la Regione Toscana, come d’altronde anche molte altre, non prevede alcun rimborso per questa motivazione. Non esistendo in proposito una legge nazionale, sono le singole regioni che si comportano autonomamente sulla base delle leggi che promulgano.

Ho già avuto modo di apprendere come esistano altre situazioni del genere in altre regioni italiane e credo che non sia assolutamente giusta questa disparità di trattamento dei pazienti sulla base della regione nella quale è stato effettuato il trapianto. Solamente il Parlamento potrebbe risolvere la questione tramite una legge nazionale che permetta ai malati di usufruire di rimborsi nei casi del genere.
PER ANTR
Avv. Giannantonio Barbieri

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Dove si può reperire il testo di legge che regola i trapianti da cadavere in Italia?

IL QUESITO
Vi chiedo la cortesia di informarmi dove posso reperire il testo di legge che regola i trapianti da cadavere in Italia.
Grazie
M.N.


L'AVVOCATO RISPONDE
Il testo che le interessa riguarda la legge n°91 dell’ 1 aprile 1999, facilemente reperibile su Internet.
PER ANTR
Avv. Giannantonio Barbieri

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Rinnovo dell'assegno di invalidità INPS per dialisi e trapianto

IL QUESITO
Sono stato trapiantato di rene nel febbraio del 2008 dopo 3 anni e mezzo di dialisi.
Percepisco l’assegno di invalidità INPS da rinnovare ogni 3 anni. Mi scade nel 2010 e, essendo il terzo rinnovo, mi dovrebbe essere confermata definitivamente ?
G.S. Suzzara


L'AVVOCATO RISPONDE
Le premetto che la conferma dipende dall’esito della visita medico legale del 2010. Solo in quel momento lei potrà sapere se la sua invalidità è tale da determinare, o meno, la conferma. Si deve tenere conto che l’assegno non è solo legato al concetto di invalidità fisica, ma anche come indice sulla sua capacità di lavoro.

La legge ( n° 222/1984 ) considera invalido, ai fini dell’elargizione dell’assegno, la sua capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle sue attitudini che siano ridotte a causa di un difetto, mentale o fisico, a meno di un terzo.

E’ impossibile stabilire a priori il tipo di valutazione che l’INPS farà nel 2010 che dovrà tenere conto, non solo della sua patologia, ma anche del tipo di attività lavorativa da lei svolta in quel momento e l’incidenza fra i due aspetti.

E’ chiaro che, a seguito del trapianto, in assenza di altre patologie ed in assenza di complicanze specifiche dovute al trapianto stesso, l’INPS potrebbe decidere anche la revoca qualora non esistessero più i presupposti.

PER ANTR
Avv. Giannantonio Barbieri

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Il permesso di sosta come dializzato è valido anche dopo il trapianto?

IL QUESITO
Sono stato trapiantato di rene nel gennaio 2009 e beneficio tuttora di un permesso di sosta come dializzato. Vorrei sapere se posso continuare ad usufruire di tale beneficio anche da trapiantato ed, in particolare, quali sono le precise disposizioni e procedure ed anche, eventualmente, di altri benefici.
L.C. Roma


L'AVVOCATO RISPONDE
L’art. 381 del DPR del 16/12/1992 n° 495 e successive modificazioni, permette a veicoli al servizio di persone disabili la circolazione in zone a traffico limitato ed il parcheggio in zone a loro riservate.

Per il rilascio, si deve rivolgere alla propria AUSL e farsi rilasciare la certificazione necessaria che dovrà presentare al sindaco del comune di residenza per il rilascio del contrassegno. Il contrassegno ha validità di 5 anni su tutto il territorio nazionale e, al suo scadere, si potrà rinnovare allegando un certificato del proprio medico di base che attesti la permanenza delle sue condizioni sanitarie precedenti.
PER ANTR
Avv. Giannantonio Barbieri

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Esistono agevolazioni per i trapiantati, in merito ai permessi lavorativi atti a coprire il fabbisogno di esami e visite mensili?

IL QUESITO
Sono un dipendente comunale, trapiantato di rene da 18 anni ed invalido civile all’ 80%, Usufruisco secondo il contratto di categoria all’art. 19, di permessi lavorativi per i controlli visite ed esami post trapianto nella misura di 18 ore all’anno oppure di 3 giorni lavorativi.

Questi tempi non sono sufficienti a coprire il mio fabbisogno di esami e visite mensili. Non usufruisco della legge 104 non riconosciutami. In seguito alla attuale normativa, il mio medico di base non può più farmi il certificato di mutua per i motivi sopradetti e sono pertanto costretto ad usare ore di recupero o di ferie.

Vi chiedo se siete a conoscenza di agevolazioni per noi trapiantati. Inoltre il mio ufficio del personale mi chiede di presentare un certificato del medico curante che attesti la mia assunzione di farmaci salvavita al fine di non avere trattenute sullo stipendio. Questo certificato è sufficiente presentarlo una volta sola od ogni anno ?
Giovanni di Genova


L'AVVOCATO RISPONDE
Mi pare di capire che lei già usufruisce di tutti i permessi concessi dal suo contratto collettivo. Non usufruisce delle legge 104 e lei purtroppo non ne ha specificato le motivazioni. Allo stato non vedo altre strade, se non quelle da lei indicate delle ore di ferie o recupero.

Ho avuto notizie di altri casi del genere anche per altri contratti di lavoro e, considerato che ogni trapiantato lavoratore dipendente può trovarsi nelle sue medesime condizioni, perché non può ovviamente farsi ridurre le visite ed esami periodici dai medici nefrologi, sarebbe opportuno che la questione fosse presa in carico dai vari sindacati per una azione corale presso le istituzioni.

Circa il certificato da produrre all’ufficio personale attestante la sua patologia e le motivazioni sui farmaci,dovrebbe essere sufficiente un unico certificato, ma le conviene chiedere all’ufficio se sia obbligatorio la sua ripresentazione ogni anno ( La logica ed il buon senso dovrebbero far prevalere la prima soluzione in quanto una persona trapiantata lo rimane normalmente per tutta la vita, ma sappiamo, purtroppo, come la burocrazia non possieda le due qualità che ho indicato.

PER ANTR
Avv. Giannantonio Barbieri

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Posto di lavoro a rischio, nell'impossibilità di rinnovare della patente C a causa dell'invalidità dichiesta da chi è dializzato: come procedere in caso di licenziamento?

IL QUESITO
Sono in dialisi da alcuni mesi e, per la prima volta, mi sono recato all’ufficio competente per il rinnovo della patente C.

Mi è stato detto che le persone che hanno richiesto l’invalidità non possono più usufruire del rinnovo della patente C. A questo punto corro gravissimi pericoli per il mantenimento del mio posto di lavoro anche perché l’azienda, da quando sono in dialisi, mi da segnali certamente non positivi su questo punto.

Ho avuto notizie sul fatto che una azienda potrebbe licenziare un dipendente che non possa assicurare la continuità della sua presenza sul lavoro. Mi dicono che però faccio parte di una categoria protetta e l’azienda dovrebbe ricollocarmi all’interno con altre mansioni, ma ho saputo che spesso le aziende private trovano molte scusanti,cosidette legali, per non ottemperare alle leggi.

Sono ancora abbastanza giovane e questa situazione mi mette, anche psicologicamente, a terra. Trovo profondamente ingiusto quello che mi accade e vorrei sapere cosa posso fare.
G.B. , Forlimpopoli


L'AVVOCATO RISPONDE
Devo confermarle alcune delle cose da lei segnalate. L’azienda potrebbe licenziare un dipendente ravvisando un cosidetto giustificato motivo qualora il dipendente non fosse più in grado di svolgere le mansioni per le quali fu assunto a suo tempo e l’azienda dimostrasse che non è in grado di assegnarlo a mansioni diverse, anche inferiori a quelle di assunzione.

Qualora dovesse sopraggiungere una lettera di preavviso di licenziamento, sarà opportuno attivarsi, senza indugio,
al fine di impugnare il licenziamento ( che non può essere impedito a priori ) per fare ricorso all’autorità giudiziaria competente ( giudice del lavoro ).

Per quanto riguarda la patente C, debbo, purtroppo, confermare quanto le è stato detto dalla commissione medica.

Attualmente sono ancora in vigore alcuni articoli del codice della strada ( articoli risalenti a venti anni fa ) che vietano di concedere o rinnovare la patente C ai dializzati e trapiantati.

Consultando detti articoli ho dovuto constatare come non tengano in alcun conto che, da venti anni a questa parte, sono cambiate in meglio molte cose nel campo della medicina dei trapianti, che permettono ai pazienti una vita migliore a tutti i livelli anche per l’attività fisica.

A mio parere, sarebbe opportuno che le associazioni di volontariato che operano nel campo specifico ed anche tutti i sindacati, si attivassero con le istituzioni al fine di modificare in senso migliorativo gli specifici articoli del codice della strada.

Ho notizie che mi fanno capire come questi casi siano diffusi, ma non sono segnalati dai media. Si tratta della vita di molte persone che, perdendo il lavoro, si trovano in condizioni psicologiche e materiali estremamente precarie.

PER ANTR
Avv. Giannantonio Barbieri

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