Reni, Insufficienza Renale e Trapianto [FAQ]
Domanda
- Quali malattie possono colpire i reni?
- Cosa si intende per Glomerulonefriti?
- Cos'è il diabete?
- Cosa centra Ipertensione arteriosa coi reni?
- I disturbi alle vie urinarie possono essere un sintomo singnificativo?
- L'insufficienza renale è ereditaria?
- Cosa vuol dire "perdita di capacità depurativa"?
- Come si valuta l'entità dell'insufficienza renale?
Risposta
Diverse malattie possono colpire i reni e causare insufficienza renale: infezioni delle vie urinarie, calcoli, malformazioni, malattie ereditarie, glomerulonefriti. Altre volte i reni si ammalano a causa del diabete o della pressione alta. Le persone anziane sono particolarmente predisposte a sviluppare un’insufficienza renale.
Di seguito, elenchiamo alcune delle principali patologie che possono portare all’insufficienza renale.
Sono un gruppo di malattie di origine infiammatoria/immunologica che interessano in modo particolare i glomeruli: alcune glomerulonefriti compaiono in modo rapido con sintomi evidenti come gonfiore generalizzato (edemi) e sangue nelle urine. Altre sono più insidiose e vengono scoperte solo con gli esami di laboratorio, a volte anche dopo alcuni anni. Alcune glomerulonefriti possono durare per tutta la vita, senza dare problemi importanti. Altre hanno un decorso evolutivo molto rapido e danneggiano il rene in pochi mesi. Quasi tutte le glomerulonefriti sono caratterizzate dalla perdita di proteine con le urine (proteinuria). Si parla di glomerulonefrite primitiva, quando la malattia è limitata al rene e di glomerulonefrite secondaria, quando si manifesta nell’ambito di una malattia che coinvolge anche altri organi.
Torna suEsistono due tipi di diabete: il diabete tipo 1, che comincia in età giovanile e si cura con l’insulina ed il diabete tipo 2, (più frequente, tipico dell’adulto e correlato al sovrappeso) che si cura con gli antidiabetici orali da soli o in associazione all’insulina. In entrambi i tipi di diabete, si può avere una malattia renale: la nefropatia diabetica, caratterizzata all’inizio da perdita di lievissime quantità di albumina, microatbuminuria, che spesso non viene rilevata dal comune esame delle urine. In seguito, se non si interviene con la terapia, la proteinuria aumenta in modo considerevole ed infine compare l’insufficienza renale.
Nel diabete di tipo 2 non è raro trovare una malattia delle arterie renali principali.
Il rene ha un ruolo centrale nella regolazione della pressione arteriosa.
Quando si misura la pressione abbiamo due valori: la pressione cosiddetta "massima" (pressione sistolica) e la "minima" (pressione diastolica). Si considerano normali valori fino a 130 (per la sistolica) e 80 (per la diastolica). Quando i valori misurati sono più alti abbiamo ipertensione arteriosa.
In presenza di pressione elevata, il rene può subire un danno, che negli anni porta allo sviluppo di malattia renale cronica.
Occorre ricordare che altre malattie renali, come ad esempio le glomerulonefriti o il rene policistico, provocano un aumento dei valori pressori. La pressione alta in ogni caso innesca una serie di circoli viziosi che accelerano la progressione di tutte le malattie renali.
E’ quindi molto importante assumere i farmaci prescritti per riportare i valori pressori vicino alla norma (130/80).
Il rene può essere interessato da infezioni batteriche che provocano disturbi di diversa entità e gravità. Quando l’infezione si limita alle parti terminali delle vie urinarie, di solito, non abbiamo una compromissione della funzionalità renale. Quando l’infezione colpisce le vie urinarie superiori e intacca anche il rene, parliamo di pielonefrite. La forma acuta (pielonefrite acuta) provoca un intenso dolore al fianco e febbre. Altre volte la malattia è più insidiosa e si protrae a lungo nel tempo: pielonefrite cronica. In questo caso, le infezioni ripetute, anche se asintomatiche, lasciano tracce permanenti sui reni, che possono comprometterne la funzionalità.
Torna suE’ la malattia renale ereditaria più frequente. Il rene è normale alla nascita ma, nel corso degli anni, la sua architettura viene sovvertita dalla presenza di numerose cisti, che tendono a crescere di volume e di numero. Man mano che il tessuto renale viene sostituito da queste cisti, cala la funzionalità renale.
Qualche volta le cisti si rompono provocando dolore e sangue nelle urine. Altre volte le cisti si infettano provocando dolore e febbre.
Molte malattie renali compromettono la capacità del rene di svolgere il lavoro di "depurazione" e di "regolazione": la funzione renale è quindi insufficiente. Quando la perdita di funzione avviene in poco tempo (pochi giorni o qualche settimana) si parla di insufficienza renale acuta: di solito è una condizione grave, tuttavia, se si identifica la causa e si cura opportunamente, è una condizione reversibile nella maggior parte dei casi in 2-4 settimane.
Viceversa, quando la perdita della capacità depurativa del rene avviene lentamente, nell’arco di molti mesi o anni, parliamo di insufficienza renale progressiva. Il deterioramento avviene gradatamente, ma, senza cure, può essere progressivo fino al punto in cui resta solo una minima funzione (funzione renale residua), insufficiente per assicurare una buona depurazione dell’organismo. La durata di questa progressione varia nelle diverse malattie renali e dipende anche dalla presenza di altri fattori come i valori di pressione arteriosa, severità della proteinuria, e presenza di altre malattie concomitanti.
Per valutare l’entità dell’insufficienza renale si ricorre al calcolo del VFG (Velocità di Filtrazione Glomerulare) o GFR (Glomerular Filtration Rate), che stima la funzione renale residua, e permette di seguirne la progressione nel tempo. In base al VFG l’insufficienza renale progressiva (o malattia renale cronica) è stata suddivisa in diversi stadi di severità:
Grado di malattia Valori VFG
renale cronica (Velocità di Filtrazione Glomerulare)
Stadio I VFG - 90 ml/min
Stadio II VFG tra 60-90 ml/min
Stadio III VFG tra 30-60 ml/min
Stadio IV VFG tra 15-30 ml/min
Stadio V VFG < 15 ml/min
